Noleggio auto con autista in Sri Lanka: Sarath “Shining Car”

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Quest’estate abbiamo fatto una fantastica settimana di vacanza in Sri Lanka: il sorriso della gente di questo paese è indimenticabile.

Una raccoglitrice di the

Una raccoglitrice di the

In genere non organizziamo le vacanze in anticipo, e soprattutto non ce le facciamo organizzare da altri (tour operators e simili). Il piacere della scoperta e di un poco di avventura è l’essenza stessa della vacanza…

La prima questione che ci si è presentata è stata la scelta: come ci spostiamo? Dei nostri amici hanno usato bus e treni: bello, a contatto con la gente, forse un po’ stancante, ma il problema principale è che richiede tempi decisamente più dilatati: e una settimana è davvero corta. Dunque, automobile. Leggendo un po’ di commenti in rete però, pare che quasi tutti consiglino di NON noleggiare una macchina, ma invece di prendere una macchina con autista. Le ragioni sono un po’ la difficoltà di orientarsi con la segnaletica locale ed un po’ il traffico caotico.

Una macchina con autista? Che cosa strana… (in realtà pare che il consiglio valga per molti posti in quella zona, a partire dall’India). E poi, come li trovo, macchina e autista?

A quanto si leggeva, pareva che arrivando all’aeroporto di Colombo fosse facilissimo trovare la combinazione. Già, ma se poi non funzionava? Va bene l’avventura, ma non voglio neppure spendere la prima mezza giornata a risolvere il problema del trasporto…

Ancora qualche ricerca, e un po’ di indirizzi e-mail di autisti saltano fuori.  Fidarsi o no? La raccomandazione che si legge è di prendere qualcuno che sia un “Ceylon Tourist Board approved guide“. Beh, intanto provo a scrivere. Ottengo tre risposte. Quella che mi fa l’impressione migliore è quella di R.A.H.M.S.K. Chandrasekara. Risponde rapidamente, con un tono professionale ed in un ottimo inglese. Ha un sito web, www.srilankantourguide.com, tramite il quale lo si può contattare (email: srilankantourguide@gmail.com) e sul quale ci sono delle ottime recensioni di persone che sono state suoi clienti, con gli indirizzi e-mail. Non ho tempo per scrivere loro per verificare – ormai manca poco alla partenza – e decido di fidarmi. Il prezzo coincide con quello che si trova in rete, e include macchina, autista, pasti e pernottamenti dell’autista, e benzina. E non è molto più del costo del semplice noleggio di un’automobile! E’ fatta, speriamo bene…

All’arrivo all’aeroporto di Colombo, l’autista (il suo “first name” è la “S.” in R.A.H.M.S.K. che sta per “Sarath”) è lì ad aspettarci. E’ una persona alta, molto gentile, dall’aspetto signorile. Ha passato la cinquantina e da oltre venti anni fa questo mestiere. L’aspetto dà fiducia. Ci deve essere andata bene… Parla un inglese eccellente (assai meglio del nostro, che pure lo usiamo quotidianamente per lavoro). Saliamo in macchina (siamo in tre, lui avrebbe anche un van eventualmente, ma la macchina va benissimo) e si parte.

Il traffico è strano, è pieno di tuk tuk (quella specie di Ape passeggeri che chiunque abbia viaggiato nel sud-est asiatico conosce bene) che viaggiano piano, e bisogna sempre sorpassare, anche prima delle curve…

doppio sorpasso sulle strade di Sri Lanka...

doppio sorpasso sulle strade di Sri Lanka…

Si usa quindi tanto il clacson, e chi viene in senso contrario è sempre pronto a rallentare e a tirarsi di lato per facilitare le manovre… In questo modo collaborativo tutto fila liscio, e sorprendentemente non si vede neanche una macchina sbugnata. Sarà forse perché le velocità sono basse: con quelle strade tortuose, nei trasferimenti la media è difficile che superi i 40 Km/h (occorre tenerne conto nel progettare gli spostamenti!).  Comincio a capire perché sconsigliano di noleggiare un’auto. Sarath guida prudentemente, il che ci permette di essere rilassati e di goderci il viaggio.

E’ Sarath a proporci i posti dove fermarci a mangiare – e capitiamo sempre benissimo, sia come qualità che come prezzo. Il cibo locale (tanto riso e verdure, abbastanza piccante ma non terribilmente) ci piace molto.

Delizioso!

Delizioso!

Anche gli altri suoi suggerimenti si rivelano preziosi fin da subito: all’aeroporto, su mia richiesta, mi indica quale SIM prendere per spendere poco chiamando l’Italia, a Kandy ci suggerisce di andare a vedere una danza tradizionale, che poi capiremo esser quella che è rappresentata nei dipinti del tempio del Sacro Dente che visitiamo al momento giusto, ovvero proprio quando il tabernacolo viene aperto. Andandoci da “turisti-fai-da-te” lo avremmo perso…

Danza tradizionale a Kandy

Danza tradizionale a Kandy

Durante la prima giornata Sarath, con discrezione, cerca di capire i nostri gusti: natura, siti storici, cibo locale… Così poi è in grado di suggerirci le cose per noi più interessanti. Una specie di genio buono che cerca di soddisfare i tuoi desideri, e se possibile di anticiparli. Senza di lui non avremmo fatto rafting nella location del “Ponte sul fiume Kwai”, non avremmo visto Japahuwa, un sito storico “minore” ma forse tra i più affascinanti, né avremmo mangiato a bordo strada lo yogurt di latte di bufala con miele di palma, e saremmo passati sul ponte sotto il quale c’erano dei grossi varani (“water monitor”, dei lucertoloni lunghi due metri) senza saperlo e quindi senza fermarci per guardarli…

Anche se abbiamo la macchina, non vogliamo perderci la fantastica esperienza di un viaggio in treno verso le piantagioni di the. Sarath ci porta alla stazione di Kandy, e ci aiuta a fare i biglietti. Lasciamo i bagagli in macchina, e quando arriviamo a Hutton lui è lì ad attenderci… che lusso!

Viaggio in treno

Viaggio in treno

Dopo un paio di giorni, decidiamo di dargli un soprannome: lo chiameremo “Sarath Shining Car” perché ogni mattina si fa trovare con la macchina accuratamente pulita all’interno, lavata e brillante all’esterno.

Sarath con Julia

Sarath con Julia

Il tempo vola, e la settimana passa in un baleno. Quando Sarath ci accompagna all’aeroporto, ci dispiace davvero di lasciare questo paese bellissimo, e questo signore che ormai sentiamo come un amico più che come una persona che lavorava per noi.

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